giovedì 20 giugno 2013

Manca poco

Questo è l'ultimo post che scriverò in Norvegia probabilmente. Domani è l'ultimo giorno di scuola e quindi dovrò restituire il computer.
È strano, sono quasi alla fine ed è difficile rendersene conto, come era stato difficile rendersi conto di partire per 10 mesi. Solo quando ero sull'aereo ho capito che stavo lasciando la mia vita per andare incontro ad un'altra.
Ed ora ovviamente dirò cose scontate, che avrò scritto almeno un milione di volte, ma necessarie per finire il mio percorso anche su questo blog che a modo suo mi ha accompagnato. Non ci ho scritto spesso, non ho aggiornata settimana per settimana, ma non mi pento di non averlo fatto, non c'era bisogno che tutti sapessero tutto se non gli avvenimenti più importanti, mi è piaciuto tenermi qualcosa per me.
Mi aspetta una notte in campeggio con i miei amici, una festa di addio, mi aspetta il campo di tre giorni con AFS, mi aspetta l'aereo che mi riporterà in Italia.
Ma gli addii sono già iniziati per me, sembrano una catena inevitabile, iniziata qualche settimana prima della fine: Mario, mio fratello, la sua fidanzata, tutto il coro, presto l'altra mia sorella. E se ci penso mi viene il magone, un buco nello stomaco che riappare quando penso a cosa succederà in questi ultimi giorni.
Ieri ho preparato i pacchi, erano lì che mi guardavano minacciosi, la valigia pure e un po' di ansia mi facevano. Tutto quel pesare-svuotare l'armadio-controllare di non dimenticare nulla. Li ho mandati e tanti saluti! Un pensiero in meno.
È davvero la fine di qualcosa difficile da spiegare.
Sono arrivata qua con le mie vecchie abitudini, con le mie convinzioni, con la paura di tante cose. E ora? Quello che mi viene da dire è che ora sono cresciuta, ora so cosa è davvero importante, ma è tutto troppo astratto forse per voi. Non è facile per me spiegare tutto quello che è successo, come mi ha cambiata, dovrei raccontare tutto, anche le cose insignificanti per voi ma che per me hanno significato tanto.
Ora ho molto più coraggio, nel dire le cose come stanno, senza paura che qualcuno possa essere contrariato. Ho imparato che la sincerità è la cosa più importante, che non è sempre piacevole sapere la verità, ma solo così puoi dimostrare davvero quanto tieni ad una persona. E qua mi rivolgo alle persone che non mi hanno detto le cose solo per non farmi stare male, non capendo che sono loro ad avermi ferito di più.
Per quanto lo sapessi ovviamente già da prima ho imparato che le persone sono tutte diverse, che bisogna guardare le cose da più punti di vista, non è detto che il proprio sia quello giusto.
Ho imparato a stare da sola e ad apprezzare la solitudine. Vedo tante persone che si sentono terribilmente sole, per nessun motivo. Se non riuscite a stare un po' da soli con voi stessi, come riuscite a godervi un buon libro, un buon film - piangendo da soli magari -, un buon paesaggio? È la vostra testa, ci dovete fare i conti ogni sera comunque.
E questa frase mi sembra adatta. "Alla fine ti abitui a tutto: ad essere forte, ad essere solo, ad essere forte da solo." E non prendetela dal lato triste :)
Mi sono affezionata a tante persone, ho già detto che mi mancheranno.
Mi sono affezionata a questa terra, che sembra adatta per me. Il mio cielo, il mio inverno, il mio freddo, le lunghe giornate estive (con poche ore di buio), la mia estate non troppo calda.

Ma sono contenta di tornare e di riavere tutte le altre cose che mi appartengono.
Ho come l'impressione che al mio ritorno molti mi faranno domande, mi chiederanno com'è stato, come sto. Sarà la decima volta che lo dico, ma sarà difficile. Quindi scusate se non vi darò la risposta corretta, ma è così che sarà, vorrò dire qualcosa ma non saprò come esprimermi.

P.S. A tra poco

sabato 15 giugno 2013

Peperone

Il titolo è del post che avevo iniziato ma salvato come bozza, non finito, e si riferisce al fatto che sono riuscita a diventare un peperone anche qua, anche se non ci sono 33457398 gradi.  Tutto ciò è accaduto due settimane fa, durante la gita in barca con AFS. Due giorni e una notte - passata in campeggio su un'isola dove c'erano zanzare infernali. Maledette! (Sento qualcuno di mia conoscenza dire "Non si maledice!")
Comunque, non sono più un cadavere che cammina, ma ho un po' di colore sulla mia carnagione da vichinga. Anche se le vichinghe qua sono più scure di me, tra lampade e intensiva abbronzatura nei pomeriggi soleggiati di questa terra scandinava. 
Tanti mi chiedono la data del mio ritorno e la mia risposta è: a fine giugno, inizio luglio. Spero che tutti accettino serenamente la mia decisione di non dire a nessuno il giorno preciso.
Vi basti sapere: non manca molto! Sono tutta presa da pacchi, ambasciata, valigia, dove metto tutta questa roba?, ma perchè ho comprato tutta questa roba?, questo pacco è troppo piccolo!, perchè non esiste il teletrasporto?, etc. Insomma, in piena fase di ritorno.
Voglio anche ricordarvi che mi mancate e che non vedo l'ora di riabbracciarvi! Sarò sempre affettuosa e mai acida, ve lo prometto. Anzi no, non sono sicura di poter mantenere una promessa del genere ;)
Mi manca il mio papà, mi manca la mia mamma, mi mancano gli schifosi che vivono in casa mia e che chiamo fratelli, mi manca il cibo, mi manca il mio buco di paese, mi manca il mio Paese. E so benissimo che mi mancherà anche questo Paese, ma che ci posso fare? Ho la sensazione che spesso mi sentirò divisa in due, tra due realtà e due vite completamente diverse e che è difficile mescolare. Ma niente che io non possa affrontare ormai!
Quindi sì, sono emozionata di tornare, ma ho allo stesso tempo paura. Perchè? Immagina, puoi :)

P.S. Non so se si è letto tra le righe ma sprizzo energia, sarà che ho passato una bellissima giornata con la mia famiglia, sarà che mi sento bene per nessun motivo così all'improvviso, sarà che ho scritto così di getto.
P.P.S. Schifi torno presto